PROSPETTIVE DI RICERCA SUL PIU' ANTICO POPOLAMENTO UMANO IN SICILIA.Nei giorni 7-10 aprile 1987 abbiamo potuto esaminare nel Museo Archeologico di Agrigento e nel Centro Siciliano di Studi Preistorici e Protostorici, con sede in Agrigento, le collezioni di manufatti litici provenienti dai seguenti siti: Pergole - Torre di Monterosso - Punta Grande - Faro Rossello - Casa Biondi - Realmonte (terrazzo a sud della località e terrazzo prospiciente il mare) - Punta Bianca - Mandrascava.Il nostro interesse per queste collezioni nasce soprattutto dalla considerazione che si tratta del più importante insieme di industrie paleolitiche trovato in Sicilia, terra che per la sua posizione geografica può avere giocato un ruolo di estrema importanza nel più antico popolamento umano d'Europa. Infatti delle quattro ipotesi possibili, circa la via di diffusione in Europa di Homo erectus (Marocco-Gibilterra-penisola iberica; Africa settentrionale-Sicilia-penisola italiana; Vicino Oriente-Anatolia-penisola balcanica; Transcaucasia) quella di una penetrazione attraverso un ponte stabilitosi nel Pleistocene inferiore tra Tunisia e Sicilia appare attualmente, sulla base della documentazione archeologica, soprattutto di quella offerta dal territorio di Agrigento, la più probabile. Perciò l'approfondimento delle ricerche condotte sinora per iniziativa di G.Bianchini non riveste un interesse meramente locale o regionale, ma potrà portare un contributo determinante a molti problemi della preistoria più antica.A nostro avviso, tenendo conto della complessità della ricerca nei giacimenti paleolitici del territorio agrigentino, è opportuna l'esecuzione di scavi e di studi intesi a chiarire alcuni problemi di dettaglio messi in evidenza dalle ricerche precedenti, e a raccoglie re nuovi dati. Pur essendo tutti i siti sopra menzionati ugualmente importanti, si potrebbe iniziare l'indagine su due di essi, come Mandrascava e Faro Rossello.Le ricerche dovrebbero realizzarsi in due tempi, ed essere condotte da un gruppo di ricercatori di diversa preparazione, che assi curino la copertura di tutti gli aspetti del problema. Ovviamente esse sarebbero condotte in piena collaborazione con G.Bianchini e con i ricercatori che già si sono occupati di vari problemi come studi geomorfologici, sedimentologici e paleontologici attinenti ai siti paleolitici.La ricerca di campagna dovrebbe avere il seguente svolgimento.1- Inquadramento topografico di dettaglio del sito, finalizzato alla restituzione di una mappa a grande scala (1:500-1:100) alla quale fare riferimento per il posizionamento degli interventi di scavo.2- Accertamenti stratigrafici mirati alla definizione delle unità litostratigrafiche e delle loro caratteristiche. Questa fase comprende la stesura di colonne stratigrafiche indicanti i caratteri sedimentologici e pedologici, unitamente alla scansione a livello strati- grafico dei pian contenenti le industrie litiche.3- Scavo stratigrafico nelle zone di maggiore potenzialità. Si prevede l'apertura dello scavo in un'area sufficientemente grande da consentire il rilevamento della distribuzione dei manufatti, in modo da ottenere gli elementi per l'analisi spaziale del sito.Nel corso dello scavo verranno eseguiti rilevamenti planimetrici e stratigrafici con posizionamento e inventano di tutti i reperti raccolti, con la compilazione di schede per ogni unità stratigrafica, con una adeguata documentazione fotografica e se necessario con copertura fotogrammetrica delle superfici di abitato eventualmente messe in luce.Rilevamento ed archiviazione saranno supportati da procedure computerizzate.Qualora necessario, si prevede il restauro preventivo sul posto e successivamente in laboratorio dei reperti. Non si esclude l'opportunità di eseguire calchi di paleosuperfici nel caso di evidenze strutturali di particolare interesse.4 - L'insieme della documentazione di scavo va elaborato con lucidatura dei rilievi, disegni dei reperti litici. Ecc.., per produrre una documentazione unitaria, utilizzabile nel proseguimento delle ricerche.Alle ricerche sul terreno dovranno seguire le indagini di laboratorio.Ferrara, 25 aprile 1987 Prof. Alberto Broglio Prof. J.K. Kozlowschi