Differenra fra identi dei pongidi e degli ominidiAllor quando si intraprendono ricerche di natura paleontologica si è sempre notato che il materiale recuperabile, meglio conservato, è costituito da denti spesso isolati che in giacimenti all'aperto sono soggetti a trasporto anche per ruscellamento data la loro piccole mole. Per il fatto poi di essere composti da elementi abbastanza resistenti quali lo smalto e la sottostante dentina che ne compongono la corona, si comprende chiaramente come resti, a volte risalenti a milioni di anni fa, si siano potuti conservare fino a noi. Sono quindi i denti in generale che tendono a meglio conservarsi e sicuramente in condizione più perfette di altri elementi composti da semplice tessuto osseo.Condizioni ottimali quali quelle costituite da fanghi consolidati o zone ricche d'acqua favoriscono la loro parziale o totale fossilizzazione e sono questi i casi in cui risultano recuperabili anche altre parti dello scheletro.Dal punto di vista statistico sono però i denti che occupano sempre il primo posto nelle scoperte ed è per questo che la nostra conoscienza sull'evoluzione dentaria si è sempre più approfondita.Per trattare dei nostri più antichi progenitori riconosciuti ormai unanimemente fra gli austrolopitecini, sono le caratteristiche riscontrabili sulla loro dentatura a dimostrare a tutti coloro che hanno familiarità con l'odontologia dei Primati che questi soggetti rientrano chiaramente nella linea evolutiva ominide distanziandosi da quella dei pongidi , consentendo così dettagliati studi di anatomia comparata con il genere Homo.Tramite un'attenta analisi è facile pervenire alla conclusione che le moderne scimmie antropomorfe si sono evolute seguendo una linea certamente divergente da quella dei pongidi.Al fine di dimostrare quanto appena asserito giova per prima comparare la dentatura dell'uomo moderno con quella delle grandi scimmie antropomorfe.I denti dei due soggetti possono essere considerati simili per alcuni aspetti come per la disposizione delle cuspidi dei molari ed in special modo se vengono analizzate alcune forme generalizzate di grandi scimmie fossili del Miocene e Pliocene o sotto il profilo della loro totale disposizione sia nel mascellare superiore che in quello inferiore.Sia pongidi che ominidi presentano infatti identica formula dentaria che in soggetti adulti è costituita da quattro porzioni suddivisibili in : Superiore, Inferiore, Destra e Sinistra.Ogni porzione o quadrato contiene due incisivi, un canino, due premolari e tre molari; in totale quindi 32 denti.Questa reciproca somiglianza ha offerto proprio le prove più persuasive che, dal punto di vista tassonomico, hanno permesso di riunire sia ominidi che pongidi in un'unica super famiglia detta Hominoidea.Tramite un'attenta analisi descrittiva è però possibile evidenziare chiare divergenze sottolineate da contrasti ben netti.Gli incisivi , infatti, nelle moderne scimmie antropomorfe sono sempre più grandi e più larghi di quelli riscontrabili nell'uomo moderno e la loro ipertrofia provoca un allargamento dell'estremità frontale della mascella sotto forma di una sottile prominenza ossea della regione mentoniera detta"cresta scimmiesca" che si estende dalle fasce laterali della mascella attraverso il margine anteriore.Tale specializzazione anatomica, assente nei primi stati evolutivi è sempre presente nelle forme più recenti e ciò perché le grandi scimmie del Miocene e della prima parte del Pliocene erano portatori di incisivi piccoli ed abbastanza simili a quelli presenti nell'uomo moderno.I Canini: dal punto di vista evolutivo sembra che quelli umani derivino da originari denti appuntiti del tipo ancora presente nei pongidi, ciò sembra essere comprovato dalla forma delle loro radici lunghe e robuste, certamente sproporzionate relativamente alla funzione che svolgono che in definitiva è quella stessa degli incisivi.Al momento dell'eruzione tali denti possono presentare aspetto appuntito ma tale prerogativa viene ben presto perduta con l'usura è ciò è sempre riscontrabile fra tutti gli ominidi esistenti.I canini di tutte le grandi scimmie antropomorfe, sia estinte che viventi, sono al contrario grandi e di forma conica, con estremità distale aggiuntiva.Per la loro tipica forma, ancor oggi, vengono utilizzati principalmente come mezzi di attacco o di difesa.La loro grandezza varia comunque, e considerevolmente, sia in relazione a generi diversi che nello stesso genere nei due sessi (dimorfisno sessuale).La loro punta risulta poi essere specializzazione anatomica e produce nei pongidi, l'accavallamento dei canini superiori con quelli inferiori che si sovrappongono ad incastro, provocando una totale occlusione a bocca chiusa; in tale posizione i canini superiori si inseriscono dietro a quelli inferiori e davanti ai primi premolari inferiori.I canini inferiori trovano poi il loro alloggiamento in due spazi liberi presenti nel mascellare superiore detti "diastemi" e questi spazi sono sempre presenti per permettere il loro inserimento in posizione occlusionale fra l'incisivo laterale superiore ed il canino superiore.Tali inserzioni esercitano un particolare tipo di logoramento che da origine a faccette attrizionali presenti esclusivamente in canini tanto sviluppati e che si producono sia nella faccia anteriore che in quella posteriore del dente, per effetto dello sfregamento operato fra i due canini: quello superiore e quello inferiore e con i denti adiacenti.Nei canini dei pongidi l'usura non produce quindi appiattimento eliminando la parte distale della corona.Questi quattro denti, se non intervengono fatti accidentali, restano sempre con apice acuminato che sporge altre il livello occlusionale degli altri denti.Il tipo di incastro cui prima si è accennato limita i movimenti masticatori inibendo movimenti oscillanti o trituranti, il che produce un tipico logorio dei primi molari.Negli ominidi, al contrario, essendo i canini relativamente piccoli e spatolati, con punta smussata è possibile il tipo di masticazione detto " triturante a mola" per la possibilità di liberi movimenti laterali.Analizzate le principali differenze relative ad incisivi e canini, consideriamo ora la forma dei premolari.Questi denti negli ominidi sono sempre bicuspidati e la corona del dente è costituita da cuspidi disposte in un piano approssimativamente trasversale.Anche nelle scimmie antropomorfe i premolari presentano due cuspidi di grandezza quasi uguale, meno che per il premolare inferiore (P3) anteriore ed è proprio questo dente che segna la fondamentale divergenza fra i due generi, il che permette di diagnosticare, con assoluta certezza, se trattasi di dentatura pongide od ominide.Il premolare inferiore anteriore (P3) dei pongidi presenta aspetto caratteristico che lascia facilmente definirlo quale "dente settoriale".La sua cuspide esterna è fortemente ingrossata formando anteriormente una superficie inclinata che si oppone al margine posteriore del canino superiore, assolvendo puntualmente a funzione di taglio, nel mordere.La sua forma e posizione sono conseguenziali allo sviluppo dei canini. La sua cuspide interna è molto ridotta tanto da lasciare l'impressione di essere, a volte, un dente unicuspidato.La sua posizione è posta obliquamente all'asse dei successivi molari.I caratteri appena enunciati sono riscontrabili in tutto l'arco della linea evolutiva dei pongidi e testimoniano un tratto ereditario, atavico, che risale almeno al primo pleistocene.I molari dei Pongidi sono più grandi rispetto all'uomo moderno.Il molare presenta cinque cuspidi di cui il quinto "Ipoconulide" si trova posto all'indietro delle corone dei molari inferiori; esso è anteriormente più grande e posteriormente più piccolo.Negli ominidi e nell'uomo i molari sono più piccoli che nei Pongidi; le loro cuspidi sono arrotondate e raccolte.I molari, di detti soggetti, si consumano già in uno stadio iniziale, il che genera superfici piatte, regolari.Tale tipo di usura è presente in tutti i molari a differenza di quelli dei Pongidi.Nell'orango e nel gorilla le cuspidi hanno angoli netti ed increspati; nello scimpanzé i denti risultano molto simili a quelli umani sia per forma che per dimensione e la vera differenza è nelle cuspidi che permettono di formulare una sicura diagnosi anche al non addetto ai lavori.L'arcata dentaria mostra due file parallele costituite dai canini, premolari e molari.Negli ominidi e nell'uomo l'arcata dentaria è di forma parabolica ed i canini risultano allineati rispetto agli incisivi.Il molare (M1) da latte è pluricuspidato con quattro cuspidi sullo stesso piano mentre nei Pongidi (M1) è unicuspidato e conico, detto " settoriale".Nell'Australopiteco a "dentatura permanete" i canini hanno forma a spatola e nel logorarsi si appiattiscono a partire dalla punta.Gli incisivi sono uguali a quelli umani e non si riscontrano mai delle faccette attrizionali, inoltre non esiste diastema che separi il canino superiore dall'incisivo laterale, se è presente qualche lacuna essa non rappresenta carattere distintivo. Il premolare inferiore (P3) è bicuspidato e non ha forma aguzza.I molari si usurano appiattendosi e nei soggetti gracili si forma una grondaia in uno stadio iniziale. L'arcata dentaria è parabolica ininterrotta ed uniforme. Nelle fasi più ancestrali essa si presenta a "V" ; nella dentatura da latte i canini mostrano forma a spatola ed il primo molare (M1) è pluricuspidato con c