Le facies industriali del Paleolitico inferiore siciliano La Pebble cultureQuesto primo complesso litico di facies prevalentemente macrolitica, utilizza tutte le forme del ciottolo intero ed a seconda della tecnica di lavorazione può essere suddiviso in tre serie.I° serie ottenuta con la tecnica del taglio unidirezionale.Gli strumenti più elementari presentano il distacco di una sola scheggia su di un bordo laterale, su di un'estremità o su di un angolo del ciottolo; sovente il distacco di due schegge adiacenti, ad un'estremità, del ciottolo dà luogo a punte (pebble point), in alcuni casi più distacchi possono creare più punte ed evidenziare cosi delle intaccature (encoches). Il di- stacco di più schegge, più o meno invadenti, su di un bordo laterale o ad una estremità del ciottolo, forma trancianti più larghi (choppers) realizzati a volte con scheggiature en gradins. Compaiono in questa serie dei rostro carenati, ricavati da ciottoli spessi, spaccati longitudinalmente e scheggiati lungo i bordi. Il distacco di più schegge invadenti, sui due bordi della stessa faccia, può dare origine a triedri a diedro naturale. Solo in serie più evolute ritroviamo ciottoli lavorati con distacchi invadenti su di una sola faccia (choppers inversi). In tutti questi casi il tranciante è costituito dall'incontro della superficie corticata con quella formata dai negativi delle schegge distaccate.II° serie ottenuta con la tecnica del taglio bidirezionale.Il distacco di nuove schegge, sulla faccia opposta del ciottolo, crea strumenti di tipo chopping-tools, ottenuti o utilizzando come piani di frattura i negativi delle precedenti schegge distaccate, o per una serie di distacchi operati alternativamente sulle due facce del ciottolo, a partire da un primo negativo ottenuto. Questo secondo modo di procedere, nella realizzazione dello strumento, crea profili meno sinuosi e bordi meno frastagliati ed appare come un ulteriore sviluppo della tecnica del taglio bidirezionale. Si notano in questa serie due principali tendenze: la prima crea una punta (galet appointé) - con lo svilupparsi del ritocco lungo i due bordi compaiono i primi proto-bifacciali - e la seconda tende a crea- re un tranciante che può essere ad arco di cerchio, per distacchi multipli, o diritto, in genere per un unico distacco; compaiono cosi i primi proto hachereaux su ciottolo che presentano ritocchi bifacciali lungo i due bordi laterali, operati per meglio proporzionare ed equilibrare il manufatto. Proto-hachereaux vengono inoltre ricavati da ciottoli spaccati longitudinalmente ed i loro prototipi possono essere individuati nella serie precedente fra i trancianti unifacciali primari ricavati da ciottoli generalmente larghi e piatti. Il loro tranciante a ventaglio è realizzato per mezzo di scheggiature invadenti.III serie ottenuta con la tecnica del taglio multidirezionale.Questa tecnica di taglio viene usata principalmente per fabbricare strumenti poliedrici, ricavati sempre da ciottoli generalmente globulari, ovoidali o sub-sferici. A partire dal negativo di una prima scheggia, precedentemente distaccata, che serve come piano di frattura, una serie di distacchi di minore grandezza viene operata alla periferia del ciottolo, con conseguente riduzione della superficie del primo negativo ottenuto.Con questo tipo di lavorazione sono stati elaborati poliedri di forma sub-piramidale tronca con cortice intatto alla base; più sovente una prima scheggia distaccata serve come piano di frattura per un successivo distacco e cosi di seguito fino ad ottenere un decorticamento che è a volte totale e che può dar luogo a trancianti sinuosi. Alcuni di questi strumenti potrebbero essere confusi con dei nuclei ma, un loro attento esame, porta sempre alla loro corretta identificazione.Detti strumenti risultano identici a quelli presenti nel giacimento di Ain Hanech (Algeria) e le forme più evolute ricordano i tipi di Sidi Abderhaman e Sidi Zin (Tunisia). Nel Musteriano il loro picchiettamento totale, formerà delle bolas a volte perfettamente sferiche.