NOTA PALEOANTROPOLOGICAAnalizzando, dal punto di vista anatomico, la mandibola delle antropomorfe viventi è facile notare che la loro forma risulta completamente diversa da quelle fossili; nelle antropomorfe attuali l'arcata dentaria assume infatti la tipica forma ad U e ciò perché i due lati mascellari risultano essere paralleli.Le antropomorfe vissute durante il Miocene presentano al contrario arca te dentarie a forma di V, divergendo posteriormente i due lati mascellari e tale forma è presente anche in Australopitheco che mostra apice mandibolare anteriormente squadrato.Nell'homo sapiens non si riscontra nè forma a V nè ad U, ma piuttosto a semicerchio; da ciò ne consegue che tutte le forme mandibolari e quindi sia dell'uomo moderno che delle scimmie antropomorfe, traggono origine da una forma originaria a V.Per non trattare dei fossili ante-Miocene e considerare Ramapithecus, perché quasi da tutti considerato nostro atavico antenato, in tale soggetto è possibile notare che le due fila di denti divergono già di 20°, mentre tale angolo risulta più accentuato in Australopithecus raggiungendo valori pari a 30°.Particolari differenze esistono pur tuttavia fra i due tipi prima menzionati. Infatti il toro mandibolare superiore in Australopitheco risulta continuo sino al piano alveolare mentre in Ramapitheco esso si inarcua in avanti producendo notevole proiezione degli incisivi inferiori verso l'esterno con analogo riscontro nei superiori che pertanto non risultano mai impiantati perpendicolarmente come in Australopitheco, il che è confermato dal tipo di usura presente sul loro bordo.Canini e incisivi sono poi più piccoli di quelli delle antropomorfe attuali mentre i premolari di Ramapithecus sono a loro volta più piccoli di quelli presenti in Australopithecus e risultano alquanto allungati vestibolo linguearmente.Ciò che accomuna i due soggetti è poi lo spessore uniforme delle mandibole, contrastando tale caratteristica con quella delle scimmie antropomorfe attuali, il cui spessore diminuisce nella regione dei molari che risultano più piccoli in Ramapitheco rispetto a quello di Australopitheco, ma a contorni anch 'essi arrotondati.Altra caratteristica comune è poi la marcata differenza fra l'usura del primo e del secondo molare dove il primo è sempre più usurato del secondo, il che testimonia che l'eruzione di questi due denti permanenti risulta essere stata separata da un notevole lasso di tempo perché i due soggetti, come nell'uomo, raggiungevano maturità più lentamente sia delle scimmie del Miocene che di quelle attuali.Il ramo mandibolare risulta poi nei due soggetti allungato verticalmente e la parte posteriore disposta ad angolo retto e ciò principalmente per modifiche intervenute nella zone inferiore del mascellare superiore.Le notevoli somiglianze appena elencate, riscontrabili in due generi separati da un così ampio arco di tempo, testimoniano sicuramente una comune origine ed i mutamenti anatomici appena menzionati l'inizio di un processo evolutivo che nel suo divenire produrrà l'instaurarsi del ramo homo.Un avvenimento certamente determinante è segnato dalla modifica della funzionalità del sistema dentario.Sia in Ramapithecus-Australopithecus che in Homo habilis-homo erectus i denti del mascellare inferiore risultano sempre impiantati a contatto mancando quel diastema che è sempre riscontrabile nelle antropomorfe attuali, per lo sviluppo dei canini mentre tutti questi soggetti presentano, come è stato recentemente dimostrato, una piccola fessura fra il canino e l'incisivo laterale del mascellare superiore.Ominidi ancestrali ed homo primitivo derivano quindi tutti da un comune antenato e l'unica collocazione evolutiva, per tale forma, sembra essere il periodo compreso fra l'ultima comparsa del Ramapithecus ed il primo apparire del genere Homo ed Australopithecus.In definitiva la comune origine è fissata in quel periodo in cui esisteva una lacuna nella documentazione fossile, ora in parte colmata dal rinvenimento dei fossili siciliani dal frammento mandibolare ritrovato recentemente in Kenia, nei pressi del lago Baringo risalente a 5 milioni di anni fa.