L'immagine dell'Uomo di Neandertal è purtroppo giunta fino a noi altamente deformata perché la sua entità è stata molto spesso rappresentata quale quella tipica della bestialità originaria dell'umanità.Tale falso modello ha certamente agito sulla fantasia popolare fino a farlo considerare come uomo-scimmia, unico prototipo del nostro antenato selvaggio.A questo nostro progenitore, oggi sappiamo, spetta un posto molto importante nel quadro evoluzionistico, e ciò in base a ricerche e studi intrapresi con metodi più scientifici. Oggi l'Uomo di Neandertal è rientrato in un'immagine profondamente modificata che lo lascia, seriamente e senza preconcetti, apparire come un essere pensante ed intelligente, tecnicamente specializzato, preoccupato del senso estetico e già in possesso di un certo grado di spiritualità, testimoniata anche dalla nascita del culto dei morti.Egli è acuto osservatore di tutto ciò che lo circonda, ama la natura e colleziona minerali, conchiglie ed oggetti strani e curiosi estremamente stimolanti e forse responsabili anche della nascita dei primi concetti magico-rituali.Da Homo faber egli si è trasformato in uomo pensante, coscientemente già gravato di tutte quelle preoccupazioni che insorgono a chi intende assicurare la propria e l'altrui sopravvivenza. La storia delle scoperteLa prima scoperta di resti neandertaliani si deve ad un medico belga, lo Schmerling che ne scoprì alcuni frammenti ossei nel 1830, nella grotta di Engis, nei pressi di Liegi.Nel 1848 sarà Flint che scoprirà a nord delle rocce di Gibilterra un cranio di Neandertaliano adulto; tale scoperta rimarrà però sconosciuta fino a quella più celebre, effettuata nel 1856, nella valle di Neandertal, posta a circa 10 Km. da Dusseldorf.Nel 1866, infine, un geologo belga scoprirà anche lui, nella grotta detta Trou de la Naulette, posta a qualche Km. da Dinant (Belgio), una mandibola umana del tipo neandertaliano.Nel 1886 Lohest e Puydt scopriranno poi nella grotta di Spy, posta nei pressi di Namur (Belgio), resti fossili di tre individui dei quali due di adulto ed il terzo di un fanciullo anch'esso neandertaliano.Da questo momento in poi la scienza ufficiale comincerà ad interessarsi seriamente di questo nuovo tipo umano tanto che ad oggi più di 130 individui sono stati ritrovati e studiati in tutta Europa. Questi ritrovamenti permettono oggi di fornire un'immagine assai fedele e completa del tipo umano d'epoca musteriana. Sull'origine dei NeandertalianiLa posizione filetica dei neandertaliani classici è tuttora in discussione perché alcuni paleontologi li considerano come una sottospecie dell'Homo sapiens e li chiamano infatti Homo sapiens neandertalensis, mentre altri li inseriscono nel gruppo dell'Homo erectus europeo, detto dei preneandertaliani, e ciò perché in questo gruppo sono già riconoscibili alcuni tratti anatomici che saranno propri dell'uomo di Neandertal, quali il marcato torus supraorbitalis e l'assenza delle fosse canine dei mascellari superiori.Questi caratteri sono individuabili ad esempio e sul cranio Arago XXI e su quello di Petralona, mentre sono assenti nel cranio di Mandrascava che risulta pertanto ancora non specializzato.A questo proposito è da sottolineare che la maggior parte degli antropologi è d'accordo sul fatto che la sua razza tipica, quella dell'Europa occidentale, proprio perché troppo specializzata, si sia estinta durante l'interglaciale Wùrmiano 11-111, epoca che segna la comparsa dell'Homo sapiens-sapiens. Un ritorno alle terre d'originePer seguire l'impostazione adottata fino ad ora, inizieremo col descrivere quelli che sono definiti Neandertaliani d'Africa.Anche se non risultano molto numerose le testimonianze musteriane ritrovate in Africa del Nord, i giacimenti tunisini e quelli del Marocco hanno liberato serie importanti di industrie che sono sicuramente da assegnare al Musteriano classico come quelle ritrovate a EI Guettar nei pressi di Gafsa e quelli di Ayn Métherchem (Tunisia) o ancora come quelle di Dje Bellrhoud (Marocco).Tre crani umani sono stati scoperti in questo ultimo giacimento, crani che mostrano caratteri vicini a quelli che saranno tipici della razza specializzata d'Europa.Anche in Egitto e in Nubia sono conosciuti siti che contengono industrie di tipo musteriano cosi come nel Sud del Sahara dove sembra essere presente un musteriano di tradizione acheuleana ed in Uganda, Rodesia ed Africa del Sud, dove a Florisbad è stato ritrovato un cranio incompleto, associato ad industrie che presentano affinità con quelle musteriane.Questo resto fossile è senza dubbio di tipo neandertaliano, presentando marcato torus supraorbitalis, volta bassa ed appiattita e mancanza di fosse canine. I Neandertaliani in EuropaIn Italia il primo rinvenimento di neandertaliani è stato effettuato da C.A. Blanc nella grotta Guattari di Monte Circeo. Vi sono state ritrovate due mandibole ed un cranio umano che giaceva sul suolo, contornato da un cerchio di pietre, mostrante il foramen magnum artificialmente allargato ed un'ampia frattura all'altezza dell'arcata sopracciliare. A questi resti sono associate industrie pontiniane e fauna pleistocenica.Nel 1929 prima e nel 1935 dopo, altri due crani saranno scoperti a Saccopastore, il primo da Graziosi ed il secondo da A.C. Blanc e da H. Brevil.Questi fossili, che presentano capacità cranica ridotta (1.200 centimetri cubici circa), saranno considerati come appartenenti a rappresentanti arcaici del tipo neandertaliano classico.Sempre nel Lazio la grotta del Fossellone ha poi restituito un frammento di mandibola e tre denti, presunti neandertaliani, contenuti in una cavità laterale del livello Il; è stato inoltre rinvenuto a Bisceglie, a 9 Km. da Molfetta (Puglia) un femore umano, ritenuto neandertaliano, perché associato ad industrie del Musteriano tipico e fauna a rinoceronte, iena, cavallo, etc. Da Archi, infine, a 4 Km. da Reggio Calabria, proviene una mandibola di tipo neandertaliano appartenuta ad un bimbo di 5 o 6 anni; essa è priva delle branche montanti degli incisivi decidui e del canino destro, ma sono presenti gli abbozzi dei premolari. In Spagna sono da annoverare:- il cranio di Gibilterra, scoperto a Forbé S. Quary, (presentato solo nel 1864 al Congresso dell'Associazione Britannica), quello scopertovi nel1926 ed appartenuto ad un fanciullo dell'età di circa 5 anni, ed infine quelli della grotta di Cariguala, situata a circa 35 Km. da Granada, scoperti nel 1954 da J.C. Spahni; associati ad un industria musteriana vi sono stati ritrovati inoltre due frammenti di parietale di un individuo adulto ed un frontale appartenuto ad un fanciullo di circa 6 anni. In Francia sono da annoverare:- l'uomo della Chapelle-aux-Saints, scoperto nel 1908 da Bouyssonie e Bardon, il cui cranio è voluminoso ed ha capacità di 1 .625 cm. La sua mandibola è priva di mento, la dentatura e le altre parti del corpo recuperate sono vicine a quelle dell'uomo attuale, anche se più robuste .- A La Ferrassie, in Dordogna, sono stati invece ritrovati prima 7 individui, di cui 2 adulti e 5 fanciulli, e dopo, in un riparo sotto roccia, oltre alle sepolture di due adulti, i resti di un fanciullo in posizione fetale, ma privo del cranio che è stato rinvenuto non molto lontano, posto su di una pietra piatta cosparsa d'ocra e costellata da 18 cuppelle.- Nella grotta dell'Hortus, in Linguadoca, dal 1960 al 1964, scavi diretti da H. de Lumley hanno restituito almeno 20 individui diversi, tutti di tipo neandertaliano classico. Sembra che nel luogo fosse praticato una specie di cannibalismo rituale.IN BELGIO, oltre al rinvenimento della mandibola umana nella grotta detta di Trou de la Naulette, sono da ricordare i tre scheletri scoperti nel 1886 nella grotta di Spy, associati a resti di Mammuth, di Rinoceronte e ad un'industria di tipo musteriano.IN IUGOSLAVIA, a Krapina, sito posto a Nord di Zagabria, in una vasta cavità, sono stati ritrovati numerosi resti ossei umani frantumati e bruciati. Essi sono relativi ad una ventina di individui di sesso ed età differenti. I loro crani risultano frantumati e le ossa degli arti rotte nel senso della loro lunghezza.Un'industria musteriana vi è stata rinvenuta in associazione a resti di fauna.I Paleontologi sono oggi d'accordo che anche in questa località fu praticato il culto del cannibalismo rituale. I Neandertaliani popolano il vicino OrienteNel vicino Oriente e precisamente in Israele, in una grotta a Djebel Qafzeh, situata a circa 2 Km. da Nazareth, R. Neuville e M. Stekelis dal 1929 aI 1937 dovevano ritrovare ben 7 scheletri. Sei scheletri di adulti e sette di fanciulli dovevano poi essere riesumati nel 1965 ad opera di Vandermeersch e dalla sua équipe.Il cranio di questi neandertaliani si differenzia da quello dei neandertaliani classici europei per l'altezza e la convessità marcata del frontale, per un occipitale più arrotondato e per la quasi assenza del torus supraorbitalis; la loro faccia è poi alta ed ortognata, mentre la forma delle orbite ricorda quella di Cro- Magnon e la mandibola robusta è fornita di mento ben sviluppato.Ma la scoperta più rilevante di questo giacimento è senza dubbio quella relativa alla sepoltura di un fanciullo, perché ci indica la spiritualità raggiunta dall'uomo del musteriano. Fra le braccia del giovinetto fu posta infatti l'armatura di una testa di cervo che ancor oggi è considerata simbolo di fertilità e di rinascita.Sempre in Israele, a 3 Km. dal lago di Tiberiade, è posta la grotta di Amud, scavata dal 1961 al 1964 da H. Suzuki e la sua équipe. Nel livello musteriano sono stati ritrovati resti scheletrici relativi a 5 individui fra cui uno scheletro quasi completo (Amud I) il cui cranio è di tipo neandertalia Altri resti sono stati trovati a Monte Carmelo, ad una ventina di Km.da Haìfa, in due grotte, scavate da D. Garrod e Mac Cown, che hanno restituito i fossili umani di Skhùl e di EI Tabun.La grotta di Skhùl si presentò come una sorta di necropoli e restituì una ventina di scheletri tra cui 7 di adulti e 3 di fanciulli; quella di Tabun uno scheletro femminile, un femore ed una mandibola d'uomo, oltre ad industrie musteriane.Sempre nella valle di Amud, nella grotta di Mugharet el Zuttyeh, è stato rinvenuto un frammento di cranio umano, chiamato cranio di Galilea; esso appartiene probabilmente ad una giovane donna ed è stato ritrovato associato ad industrie musteriane; la sua datazione è di circa 70 mila anni da oggi.La grotta di Shanidar, posta sui monti del Kurdistan, è stata scavata da Ralph Solecki. Il giacimento ha restituito i resti di 6 individui adulti e quelli di un fanciullo, I loro tratti fisici sono rapportabili a quelli dei Neandertaliani d'Europa. Anche in queste sepolture, come in quella del giovanetto di Qafzeh, è possibile riscontrare il pensiero concettuale metafisico dell'uomo di Neandertal; infatti uno dei defunti (Shanidar IV) era stato deposto su di un letto di fiori, riconosciuti attraverso l'esame pollinico come specie in possesso anche di virtù terapeutiche. I Neandertaliani raggiungono la CinaSpostandoci al Sud della Cina, ritroviamo, a Mapa, una calotta cranica umana scoperta nel 1958 nel giacimento della grotta omonima, posto nella provincia di Guangdong. Questo resto fossile, incompleto, comprende il frontale, parte dei parietali, l'orbitale destro e parte dell'osso nasale ed è attribuito ad un neandertaliano. Le datazioni effettuate in base alla fauna ad esso associata, Io fanno risalire ai Pleistocene superiore. In attesa di nuove scoperteIl Musteriano, che è tipica industria dell'uomo di Neandertal, è stato ritrovato anche nei giacimenti di Choei-Tong-Kéou in Cina ed in tutta l'india e nel Pakistan, ma queste zone non hanno restituito, fino ad oggi, resti scheletrici di questo periodo.E' auspicabile che, mentre il Centro Siciliano di Studi Preistorici e Protostorici si accinge ad elaborare questo lavoro, già altri studiosi siano all'opera per colmare questa lacuna.