Mascchere e statuaria nelle culture africaneQuando si tratta "d'arte primitiva" descrivere ed analizzare i concetti spirituali ed umanamente emotivi degli uomini primitivi è sicuramente impresa ardua.Uno strumento analitico validissimo è però lo studio delle espressioni artistiche di quelle comunità che tutt'ora, anche se sempre più sparute , occupano alcune zone del nostro pianeta, spesso luoghi impervi e poco raggiungibili o che occupano alcune nicchie delle foreste tropicali.Tutto ciò che è deperibile: legno, tessuti, fibre , pelli non è certamente rimasto, se non in casi eccezionali legati a certi ambienti climatici terrestri , per essere recuperati dai Paleontologi, certamente assetati di notizie atte a svelare i misteri religiosi e magici , dei nostri più antichi progenitori, espressi attraverso l'arte.Un aiuto indispensabile a tale comparazione è fornito proprio da una attenta analisi delle manifestazioni artistiche e magico-religiose dei popoli primitivi attuali .E' per questo che la Paletnologia riesce ogni giorno di più a chiarire e svelare, i concetti rituali e pratici dei nostri più antichi progenitori.Il Centro siciliano di Studi Preistorici e Protostorici da più di 40 anni ha raccolto valide conoscenze e testimonianze in tale campo creando una apposita sezione che si interessa di Paletnologia che tenta di derimere la complessa problematica che la investe.E' quindi opera veramente meritoria aver raccolto nel tempo ed in tutti i continenti quelle manifestazioni artistiche materiali che risultano legate a clan, tribù, comunità religiose e comunità di agricoltori che nella statuaria e nelle maschere hanno espresso le loro segrete spiritualità e religiosità, il loro patrimonio culturale che culmina quasi sempre, nella ricerca dei loro antenati.Poiché solo poche tribù che crearono grandi movimenti artistici sono tuttavia attivi, è certamente oggi opera meritoria dei vari musei aver raccolto le più antiche manifestazioni artistiche dei popoli primitivi attuali e di aver così contribuito a salvare un patrimonio inestimabile che trattiene insita nella loro stessa natura di oggetti creati dall'uomo, i misteri più profondi dell' anima.Un contributo validissimo viene certamente fornito dalle note e dai diari dei missionari e dalle conclusioni degli antropologi e di chi intraprende studi specializzati sull'arte primitiva.Fortunatamente negli ultimi cento anni molti studiosi hanno raccolto un numero ingente di informazioni sulla cultura e la vita delle comunità più antiche comunità.Lo studio scientifico dell'uomo primitivo nacque nella seconda metà dell'800.I primi studiosi ad interessarsi su tale argomento furono Darwin ed Huxley e fu così che cominciò in quell'epoca un attento studio sull'evoluzione artistica dell'uomo primitivo.Fino alla metà del diciottesimo secolo, l'uomo occidentale ignorò tutto ciò che non rientrava nell'ideale limitato del rinascimento, poi, però, con la scoperta di nuove e strane culture effettuate da parte di grandi navigatori come il capitano Cook vi fu " un grande interesse per il nobile selvaggio".Precedentemente i vari oggetti riportati in Europa dai capitani di navi e dai marinari del tardo 700 altro non erano state considerate che delle curiosità che avevano attirato un'attenzione svogliata su oggetti detti stravaganti.Dopo l'ottocento i missionari che cominciavano a spingersi nei Mari del Sud valutarono le sculture primitive come "idoli fatte da selvaggi viziosi" e quindi, a loro giudizio, andavano distrutte.E così questi capolavori furono bruciati. Esisteva però nei missionari cristiani un certo rispetto che impediva loro di opprimere i nativi e di farli schiavi; a differenza dei primi conquistatori , essi speravano di salvare le loro anime e quando il nativo veniva convertito portavano via i loro idoli ritenendo di possedere , con le loro sculture primitive, i simboli della loro vittoria sul male.E' ciò che ha permesso che molti pezzi importanti, pervenissero fino a noi per essere studiati ed analizzati minuziosamente . Questi trofei, raccolti nella prima metà dell'ottocento, sono fra i più belli e rappresentano sicuramente i più preziosi esempi dell'arte primitiva attuale.Lo studio dell'uomo primitivo inizia infatti dai suoi manufatti e dai suoi ornamenti per poi passare all'analisi delle creazioni statuarie.La nostra attenzione si sofferma però di più sulla creazione delle maschere che, come vedremo, hanno in loro insite le spiritualità più nascoste.Prima della fine dell'ottocento l'Antropologia avrebbe accolto come importante materia di studio la vasta sfera della Paleontologia umana che comprende l'arte primitiva che è certamente possibile collegare con la Paletnologia per tutto ciò che non si è conservato quale testimonianza della vita e del divenire dei nostri più antichi progenitori. Le maschere compaiono nella storia dell'umanità fin dalle epoche più remote.Tale fenomeno scaturisce da esigenze magico-religiose che hanno, da sempre, regolato la vita quotidiana di quasi tutti gli aborigeni .I più antichi documenti, fino a noi pervenuti, sono quelli relativi alle incisioni rupestri (Addaura) e ad alcune pitture tracciate nelle pareti interne delle grotte.In dette scene si ritrovano cacciatori mascherati con teste di animali; non sono purtroppo fino a noi pervenute le maschere vere e proprie, vista la loro deperibilità, ma le storie narrate con l'arte parietale.E' presumibile che l'uomo primitivo ricorresse a riti magici per influire sul buon esito della caccia.Il rito in se stesso equivale forse ad una specie di fattura, operata contro l'animale da abbattere e mette in rilievo l'importanza delle maschere quale elemento catalizzatore di forze misteriose di cui l'uomo si può impadronire ed usare ai fini pratici.Se le maschere hanno quindi avuto un ruolo di grande importanza presso molte culture primitive in Africa ed in altri continenti esse continuano ad agire relativamente al grado di primitività, mantenutasi nelle comunità tribali ed è così che ci offrono l'opportunità di ricostruire, ciò che difficilmente riusciremmo, a comprendere, privi come siamo, di testimonianze materiali nel campo delle indagini paleoantropologiche.Vista la deperibilità di dette forme d'arte, lo studio delle maschere così come quello della statuaria porta, ad indagare sulla personalità dell'uomo primitivo in contrapposizione all'uomo evoluto che anche se, ancor oggi, condizionato da problemi atavici , spesso a livello inconscio , a cercato di nasconderli nel profondo dell'Io usando le maschere come travestimento psicologico.La creazione delle maschere è volta ad accrescere la potenza dell'uomo che si identifica con le forze universali divine o demoniache.Cosi i Vudù o i feticci servono agli stregoni per incutere paura e dar loro l'apparente proprietà di governare sulla vita o sulla morte.L'individuo sociale primitivo che vive spesso in tribù, clan, comunità a contatto con i propri simili, con i quali esiste spesso competizione, sente anche l'impellente bisogno di differenziarsi, di imporsi, di incutere timore per ottenere riverenza e rispetto. La maschera, nei riti tribali, aiuta a partecipare alla vita dell'universo creando delle realtà magico-religiose che fanno divenire l'uomo spirito benefico o malefico, uomo divinità o uomo animale.La maschera ha quindi potere trasfigurante ed è per questo, che riesce ad incutere paura e timore quali depositaria di capacità metamorfiche che appartengono all'individuo.E'la virtù segreta che la maschera custodisce, risulta essere figlia dell'autosuggestione inconsapevole del soggetto che la indossa; con essa l'uomo si unisce all'energia extraumana che pervade l'universo, mettendosi automaticamente a contatto con delle forze misteriose che si crede siano in grado di modificare o regolare la realtà.A questo mondo sacrale appartengono gli antenati, i morti, le figure tradizionali e simboliche sia animali che umane.Chi indossa una maschera può pertanto comunicare con loro.La statuaria, al contrario, rappresenta spesso la maternità o le immagini dei personaggi più importanti di un clan e si limita a rappresentare fisicamente antenati e raramente figure simpoliche di uomini o animali.Come già detto sono i feticci creazioni ad uso degli stregoni che mirano ad incutere paura per dominare spesso nei clan o impaurire a morte nemici e rivali.