Alfine di consentire una più facile comprensione dei dati che di seguito esporremo, circa la suddivisione delle culture del Leptolitico, occorre innanzitutto fornire delle notizie di carattere generale su alcuni tipi di strumenti che, specializzandosi, si affiancheranno a quelli ormai ben noti, quali grattatoi, troncature, punte a dorso e che coprono il periodo che va dall'Epipaleolitico fino al Mesolitico. Questi nuovi strumenti, realizzati tutti in forme microlitiche sono prevalentemente costituiti da punte, triangoli, trapezi e da alcuni tipi di segmenti .Dal punto di vista tipologico le punte sono classificabili in:- punte di sauveterre o punte doppie realizzate su lamelle con ritocchi laterali sui due bordi;- punte a ritocco invadente;- punte tardenoisiane che si dividono in due classi:a) punte a base non ritoccata, divise essenzialmente in 4 tipi:- punte a ritocco unilaterale (generalmente a sinistra), ricavate da lamelle con il bordo opposto non ritoccato, formante generalmente un angolo inferiore a 45°. Se in esse è presente un piquant triédre vengono dette punte di Chaville o della Mouvillah che altro non sono che delle lamelle dove un bordo risulta abbattuto a mezzo di ritocco erto e dove il piquant triédre può essere presente all'apice o alla base;- punte a troncatura fortemente obliqua in cui la parte ritoccata forma un angolo netto che più che un bordo abbattuto è una vera e propria troncatura;- punte a due bordi abbattuti determinate dall'incontro della serie dei due ritocchi laterali al vertice;- punte corte a base non ritoccata con angolo inferiore a 45° e lunghezza che non supera il doppio della larghezza;b) punte a base ritoccata in cui il ritocco è di tipo erto o semi erto e che a volte può formare un vero e proprio bordo abbattuto. Esse si suddividono generalmente in 5 tipi:- punte di Tardenois che altro non sono che dei microliti ricavati da lamelle di forma allungata, con base ritoccata, perpendicolare al loro asse di simmetria ed i cui bordi convessi sono realizzati mediante ritocco erto, operato su tutta la lunghezza;- punte ogivali corte, cosi dette perché di forma più larga;- punte triangolari lunghe;- punte triangolari corte;- punte di Sonchamp che altro non sono che delle punte tardenois triangolari corte, con base ritoccata sulla faccia inferiore, il che li distingue dai triangoli.Dal punto di vista tipologico i triangoli sono poi classificabili come dei microliti che secondo la forma ed semplificando possono essere suddivisi in:- triangoli isosceli a base rettilinea o curva;- triangoli equilateri;- triangoli scaleni.Sempre dal punto di vista tipologico i trapezi sono anch'essi dei microliti geometrici realizzati su lame o lamelle a mezzo di due troncature e con due bordi paralleli riservati, dei quali uno sempre più lungo dell'altro, presentante una punta più o meno acuta; in essi il bordo più lungo non supera mai il doppio della larghezza del pezzo e si suddividono in:- trapezi simmetrici;- trapezi asimmetrici con a volte troncature concave ed i cui tipi sono detti di Martinet, di Montclus e Téviec;- trapezi rettangoli;- trapezi a basi décalées, detti meglio rombi o romboidi.Nella serie sono riscontrabili alcuni microliti detti anche segmenti dei quali quelli ad arco di cerchio detti semilunari e gli altri a forma trapezoidale.Le industrie in esame sono poi suddivisibili nei due complessi classici, detti rispettivamente sauveterroide e tardenoide.Il Sauveterriano, dal punto di vista tipologico è suddivisibile in:a) sauveterroide antico, che utilizza ampiamente la tecnica del microbulino, e che presenta:- grattatoi frontali corti, ogivali, a muso e carenati frontali;- troncature marginali, profonde, concave e troncature dorso;- becchi-troncature;- piccole punte a dorso (microgravettes) profondo totale e a dorso curvo e troncatura normale;- piccole punte prossimali a dorsi convergenti, a volte con base a frattura volontaria;- piccole punte doppie (punte di Sauveterre);- lame a dorso e troncatura normale doppia, a dorso e troncatura obliqua ad angolo ottuso, a dorso e troncatura doppia irregolare;- triangoli isosceli a due o tre lati ritoccati;- segmenti.b) sauveterroide medio, che ampiamente impiega la tecnica del microbulino, e che presenta:- grattatoi dei tipi precedenti affiancati dal tipo subcircolare;- punte curve a dorso profondo parziale o totale;- piccole punte a dorso profondo totale (microgravettes quantitativamente in diminuzione), piccole punte prossimali a due dorsi convergenti a volte con base a frattura volontaria (quantitativamente in aumento), piccole punte di Sauveterre;- segmenti trapezoidali;- triangoli isosceli e scaleni;- segmenti.c) sauveterroide recente, che impiega largamente oltre alla tecnica detta del microbulino anche quella detta di frattura per flessione, e che presenta:- grattatoi come i precedenti ma con la comparsa di quelli detti circolari;- lamelle a dorso e troncatura obliqua ad angolo ottuso;- punte e piccole punte di tipo essenzialmente invariato con la comparsa di piccole punte a dorso bilaterale e troncatura obliqua (triangoli di Montclus);- triangoli isosceli e scaleni.Il Tardenoisiano che continua ad impiegare la tecnica detta del microbulino e che cronologicamente segue il Sauveterriano comprende:- grattatoi frontali corti, circolari, ogivali a muso;- troncature normali di vario tipo;- trapezi scaleni, isosceli e rettangoli;- romboidi con piquant triédre o presentanti frattura volontaria;- raschiatoi denticolati su lama.Il complesso tardenoide siciliano sembra permanere, per un certo periodo, in seno al Neolitico inferiore, e ciò perché i contatti con i primi neolitici sono avvenuti in seno a comunità indigene che ancora usavano tale tipo di industria, e ciò non solo in Sicilia ma anche nell' Italia settentrionale dove elementi tardenoisiani sono riscontrabili nell'ambito padano, in associazione con le più antiche ceramiche quali quelle dette della Cultura di Fiorano.