L'eneolitico (età del rame)Come si è visto, la Sicilia e le isole Eolie, segnarono durante il "neolitico" il punto estremo verso Ovest raggiunto dai portatori della ceramica dipinta di quell'epoca. La nuova ondata di civiltà che investirà il mediterraneo, partendo sempre dalle coste orientali, raggiungerà ora anche i più lontani lidi occidentali suscitando ovunque un improvviso fiorire di culture locali che nel loro divenire, evolvendosi, daranno vita al successivo periodo detto "età del bronzo".Con l' "età del rame" si assiste ad una delle più grandi rivoluzioni sociali ed etniche del mondo antico. E' indubbio che il centro propulsore di tale processo, abbia avuto origine nell'Anatolia e nelle isole che la fronteggiavano. La varietà degli stili ceramici ed il contrasto stridente fra un periodo successivo può essere paragonato a quello stilisticamente individuato nella Magna Grecia dove egualmente stridente è il contrasto fra il protocorinzio, il geometrico, il corinzio ad animali, lo ionico a fasce, l'attico a figure nere e a figure rosse.Il mondo dell'età del rame così come quello greco, si è evoluto non solo per apporti culturali dovuti a gruppi etnici regionali ma per nuovi impulsi provenienti da mondi lontani che ognuno per loro verso crea stili nuovi quasi sempre in contrasto con i precedenti ed è per questo che il panorama culturale di questa età appare tanto complesso. Negli scavi eseguiti, si riscontrano infatti diversi tipi ceramici associati ogni volta diversamente fra di loro. Molto difficile appare pertanto poter stabilire una cronologia attraverso le stratigrafie riscontrate.In attesa che nuovi scavi possono definitivamente chiarire la successione organica degli stili, viene comunemente presa, a base cronologica, almeno per i tipi di ceramica presenti, la grotta della "Chiusazza" scavata nel territorio di Canicattini.Tralasciando per il momento di illustrare gli strati contenenti ceramica successiva all'età del rame e limitandoci ad analizzare quelli contenenti elementi stilisticamente appartenenti al periodo in esame, possiamo classificare con una certa sicurezza, a partire dall'alto verso il basso, le seguenti ceramiche dell'età del rame:Strato 4° - classificato come appartenente alla tarda età del rame. In questo strato sono presenti resti di ceramica rossa detti dello stile di Malpasso associati con ceramica grezza d'impatto chiaro rosso o giallastro, non decorata.Strato 5° - classificato come appartenente alla media età del rame.In questo strato sono presenti elementi ceramici grezzi come i precedenti e ceramica dipinta in nero opaco su fondo lucido rossastro o violaceo detta stile di Serraferlicchio.Strato 6° - classificato come appartenente all'età del rame iniziale. In questo strato è presente ceramica dipinta dello stile del Conzo, con fasce rosse marginate in nero su fondo giallino.Altra classe di ceramica sempre presente in detto strato, è rappresentata da elementi buccheroidi di color grigio ornati con decorazioni incise a crudo appartenenti allo stile detto di San Cono - Piano Notaro.Strato 7° - ceramica rossa dello stile di Diana, quindi neolitica.Questa successione stratigrafica, seppur valida, difetta solo per l'assenza di molti tipi ceramici presenti nell'isola e sicuramente appartenenti all'età del rame, di conseguenza non conosciamo elementi sufficientemente probanti per tracciare un quadro sintetico cronologico dove poter posizionare tutti gli stili riscontrati.E' per questo che l'età del rame, rappresenta il periodo culturale meno conosciuto dell' Isola; si tratta in definitiva di un'età culturalmente non unitaria.Esaminiamo ora i vari tipi ceramici prima enunciati, riscontrati in stratigrafia cominciando dal più antico e cioè da quello detto di "San Cono - Pianonotaro".Questo stile prende nome dall'omonimo villaggio di San Cono posto sui Monti Iblei, a metà strada fra un gruppo di tombe scoperte a Gela nell'omonima contrada.La ceramica dello stile "San Cono - Pianonotaro" è formata da un'impasto fine, ben cotta, ben levigata e lucida, con superficie monocroma grigia o nerastra.Essa può presentarsi decorata o meno o incisa con linee sottili tracciate prima della cottura che hanno andamento curvilineo a coppia o con linee fiancheggiante da piccoli punti imprecisi che delineano ampi riquadri; sono anche presenti impronte cupuliformi e le incisioni sono spesso messe in evidenza mediante incrostazioni o di sostanza bianca o di ocra rossa. Le forme più comuni sono le scodelle carenate o tronco-coniche, le tazze carenate ed orci e orcioli più o meno ovoidali. Le anse sono pressoché assenti tranne in rari poculi o attingitoi monoansati e quasi sempre si riducono a semplici mammelloni forati o a qualche linguetta poco pronunciata. Assieme ai vasi sono quasi sempre presenti fuseruole, pesi e cucchiai e qualche raro vaso a saliera. La ceramica immediatamente sovrastante a quella appena descritta, viene detta dello "stile del Conzo".Si tratta di una ceramica dipinta a grandi riquadri formati da fasce rosse lavorate in nero che contengono nei campi interni, una serie di triangoletti.I riquadri ripetono invero, la sintassi decorativa della ceramica incisa e dello stile di San Cono - Pianonotaro. Ma l'impasto è grossolano e le superfici opache. La forma quasi esclusiva di questo stile è costituita da un grande orcio piriforme privo di anse o con minuscole ansette.Alla ceramica di "tipo Conzo" segue quella detta di "Serraferlicchio" dalla stazione omonima posta nelle immediate vicinanze di Agrigento e la cui ceramica è costituita da elementi a fondo rosso vivo o rosso violaceo lucido, con sintassi decorativa dipinta in nero.Le forme di questa ceramica sono svariate comprendendo vasi di tutte le dimensioni con motivi decorativi che vanno da bande a fasci di linee a triangoli sottili allungatissimi detti denti di lupo, a serpentine, a grandi punti o a fasce a zone reticolate.Il tutto con un gusto armonioso e vivace che a volte è imprevedibile.Vi abbondano inoltre anche forme a clessidra, così come esistono esempi di ceramica tricromica in cui le bande nere su fondo rosso sono marginate da fasce bianche. La ceramica dello stile di Serraferlicchio sia per la tecnica e decorazione sia per le forme, si ricollega alle fasi tarde del neolitico greco precedenti all'affermazione del "proto elladico". Alla ceramica dello stile di Serraferlicchio segue quella detta di Malpasso, da una stazione scoperta presso Calascibetta. Questa ceramica è tutta a superficie monocroma rossa e le forme tipiche sono quelle del bicchiere semiovoidale con anse che partono o dalla base o dalla parte bassa del ventre per sopraelevarsi all'orlo terminando a volta con estremità asciforme o a becco. Confronti possono essere riscontrati nell'Anatolia in quel periodo comunemente assegnato alla prima età del bronzo.Oltre alle ceramiche riscontrate nella stratigrafia della Chiusazza, altri tipi di ceramica dell'età del rame, sono presenti in altri siti riconosciuti e scavati nell'isola.Essi sono quelli detti dello stile di Sant'Ippolito di Caltagirone. Questo tipo di ceramica sembra appartenere alla fase più matura dell'età del rame segnando forse la transizione con l'età detta di Castelluccio appartenente all'età del bronzo e principalmente nella stazione dell'Agrigentino.Le caratteristiche della ceramica di Sant'Ippolito possono sintetizzarsi in un tipo derivante dai prototipi egeo-anatolici fra cui il fiaschetto ovoidale ad alto collo, sta a rappresentare un tipo nettamente cipriota. Anche il vaso unisferico con beccuccio cilindrico presente in questa classe di ceramiche, trova confronti in tutto l'oriente Egeo ed in particolare modo a Creta. La decorazione è di colore scuro su fondo rossiccio o giallastro con fasce a tratti verticali e orizzontali sul collo delle ollette. Sono inoltre presenti fruttiere a basso piede conico bianzate e singolari recipienti rettangolari o ovoidali con coppa emisferica inserita nella parte mediana interna e ponticello mediano.Sembra che la ceramica di Sant' Ippolito, segni un momento culturale successivo a quello identificato con la ceramica di tipo "Malpasso". Nella Sicilia Nord-occidentale è stata poi riconosciuta una classe di ceramiche che anche se dimostra affinità con quelle fino ad ora trattate, ne differisce principalmente per le forme. Questa ceramica è stata denominata come ceramica dello "Stile Conca d'Oro" e dello "Stile Moarda"; quet'ultima però appartiene all'età del bronzo.Il gruppo dello "Stile Conca d'Oro" è caratterizzato da una sintassi decorativa assimilabile a quella dello stile di "San Cono - Pianonotaro" ma presentante forme nuove costituite prevalentemente da ollette globulari prive di anse o con semplici bugne forate. Sono inoltre presenti boccali mono ansati e vasetti gemini. Un tipo caratteristico è il bicchiere detto di "carini" che sembrerebbe un'imitazione locale del bicchiere campaniforme iberico e che attesterebbe contatti fra la Sicilia e la Spagna.Da quanto si è visto, l'età del rame in Sicilia, nelle fasi iniziali, appare ancora strettamente legata alle culture del tardo neolitico della Grecia continentale con qualche influenza proveniente dall'Anatolia. Nelle fasi più evolute come il "Malpasso" o "Sant'Ippolito", si assiste alla massiccia invasione di influenze culturali anatomiche della prima età del bronzo, non restando però tale periodo culturale indenne da variazioni locali dovute a gruppi indigeni come è confermato dallo "Stile Conca d'Oro" e da quello del "Conzo". Dalle forme vascolari descritte, in questo periodo si assiste al fiorire di nuovi elementi associati, come le fuseruole fittili, i rocchetti, i cucchiai e i coperchi di vaso oltre ad oggetti magico rituali quali le corna fittili e gli amuleti. Anche se sicuramente fabbricati, pochi sono gli oggetti in metallo ritrovati e varia è l'industria litica che annovera ora anche teste di mazza del tipo conosciuto a Troia e in Egitto; numerose sono anche le accettine levigate, le macine, i macinelli e particolari punte di freccia bifacciali, del tipo sessile a base arcuata, mentre vengono ancora prodotte numerose lame silicee grattatoi su estremità di lama e qualche idoletto litico. Gli abitati si riscontrano o all'aperto o in grotta con grandi capanne ovali, mentre l' inumazioneviene effettuata in grotticelle artificiali a forno, a volte con pozzetto verticale e con inumazione plurime. Associate a ceramica di stile San Cono- Pianonotaro (Neolitico finale e eneolitico) sono state ritrovate a Busonè due interessantissime statuette litiche ricavate da ciottoli e collegate con due sepolture particolari.