Indagare sulle attività economiche sviluppatesi in questo arco di tempo è invero problema abbastanza arduo ma certamente affrontabile, dato che un quadro, anche se frammentario, è possibile ricostruire attraverso un'attenta analisi dei reperti di scavo e la loro interpretazione, nonché attraverso le informazioni che possono essere dedotte con lo studio delle svariate incisioni effettuate sulle pareti delle diverse grotte siciliane.Per ciò che riguarda le industrie si è già accennato che per mezzo di particolari analisi, effettuate sugli strumenti, è possibile pervenire ad una certa percezione dell'uso a cui essi furono destinati, senza peraltro forzare i concetti sulle loro funzioni, ed attraverso di essi cosi scoprire le principali attività a cui l'uomo si dedicò in questo periodo.Oltre ai vari tipi di manufatti litici, prima accennati e figuranti in quasi tutti i giacimenti del Paleolitico superiore esistono anche altri oggetti d'uso quotidiano che, non investendo direttamente la tipologia, non sono stati prima citati; intendiamo qui riferirci a pestelli, lisciatoi, percussori, piccole macine atte a polverizzare terre colorate, incudini ricavate da grossi ciottoli e pietre scavate ed adoperate come lucerne o bracieri.Tutti questi oggetti-utensili sembrano, anche se in parte, legati alla vita quotidiana di questi nostri progenitori.Anche l'osso, l'avorio, il corno ed il legno, come già detto, vennero adoperati in questo periodo e da tale materia prima ricavati spatole, pugnali, coltelli, pestelli, zufoli e fischietti, oltre che aghi ed ami da pesca.Fra questi oggetti d'uso quotidiano sono anche da annoverare i cosi detti bastoni di comando, ritrovati in alcune sepolture italiane ed i cosi detti propulsori magdaleniani e strumenti atti a facilitare l'intreccio di fibre vegetali.Gli uomini del Paleolitico superiore, anche se fino ad oggi non ci risulta abbiano mai foggiato recipienti in argilla, sebbene sapessero sicuramente modellarla, solo nelle fasi più avanzate è probabile abbiano tentato di ricavarne contenitori certo estremamente rudimentali, di argilla seccata, che forse perché posta nei pressi dei focolari non solo si asciugava completamente, ma si induriva lasciando intravedere la possibilità della sua cottura che per essere ottimale ha però bisogno essere effettuata in maniera particolare dentro forni, anche se rudimentali.Questa prima scoperta si è forse potuta effettuare anche dopo l'incendio di qualche capanna che ha lasciato in seguito ritrovare fra le ceneri detti recipienti trasformati in oggetti di ceramica, anche se mal cotti.Anche i cosi detti resti di pasto possono offrirci qualche idea sulle attività economiche di questo periodo. Altri dati possono essere poi dedotti da frammenti di ossa bruciacchiate,presenti nei resti dei focolari o da quei pochi accumuli che raramente sono presenti in prossimità di stazioni all'aperto e che ci indicano luoghi assegnati alla macellazione ed alla scarnificazione delle prede cacciate, come è dimostrato dal rinvenimento di alcuni strumenti litici ad essi associati.Molti sono poi i graffiti dove gli animali sono raffigurati con segnate le zone dove le prede dovevano essere successivamente sezionate, per essere divise a quarti, cosi come nella figura di cervide della grotta della Zà Minica od in quello raffigurato nella grotta del Racchio.Alcuni autori hanno poi addirittura riconosciuto, in alcune incisioni parietali, ed in alcuni esemplari d'arte mobiliare, palizzate, trappole, fosse, lacci e reti, tutti espedienti messi in opera per catturare le prede, il che dimostra che la caccia fu sicuramente la principale attività economica di questo periodo e rivolta principalmente ai mammiferi, quali l'Equus asinus hidruntinus, i cervidi ed i bovidi che per un'intensa attività venatoria cominceranno a scarseggiare verso la fine di quest'epoca, oltre che decimati dall'uomo, anche dalle avverse condizioni ambientali che vennero a prodursi per il mutare dei sistemi paleoecologici.Per tale tipo di caccia furono sicuramente impiegate armi da getto come giavellotti di legno, con punta acuminata ed indurita al fuoco ed armi da colpo come lance a punta litica o pugnali ed, a partire da una certa epoca, anche particolari tipi di giavellotti lunghi e sottili, scagliati a mezzo di propulsori che oltre ad aumentare la gittata, imprimevano ad essi più forza di penetrazione.Anche la caccia ad uccelli e la pesca furono sicuramente praticate, come economia sussidiaria, sin dall'Aurignaciano.La caccia-raccolta e la pesca-raccolta sembrano invece essere state introdotte solo verso la fine del periodo detto Epigravettiano e perdurate lungo tutto l'arco di tempo segnato dal Leptolitico; verso la fine di tale periodo abbondanti resti di gusci di molluschi marini e terrestri saranno ammucchiati, come resti di pasto, e ritrovati in quasi tutti i depositi siciliani a costituire i cosi detti chiocciolai che testimoniano un'alimentazione prevalentemente da essi integrata, per la ormai pressante rarefazione della selvaggina e dovuta in parte allo sviluppo di un tipo di flora detta a macchia mediterranea che farà proliferare fra le alte erbe i molluschi terrestri e nelle zone lagunari, a basso fondale, quelli marini.Per ciò che riguarda il vestiario o l'abbigliamento in genere alcuni dati possono essere desunti dai corredi di alcune sepolture; gli indumenti dovettero essere costituiti, nelle fasi fredde, prevalentemente da pelli più o meno ben conciate ma sicuramente trattate con i cosi detti grattatoi e poi stese ad asciugare al sole per essere in seguito ulteriormente lavorate per ammorbidirle.Per ciò che riguarda la Sicilia è probabile, data la situazione climatica, che poco o nulla fossero gli elementi di vestiario usati, mentre fibre vennero sicuramente intrecciate per foggiare dei cappucci rituali o dei contenitori a sacco e cordicelle.Le rappresentazioni antropomorfe parietali ci indicano infatti l'uso di semplice perizoma e di astucci penici ed oggeti rituali quali maschere, cappucci e qualche probabile oggetto di tipo scudo realizzato in pelle o fibre vegetali. Fra le tre figure rappresentate a Levanzo quella centrale potrebbe infatti in parte coprirsi con uno di questi scudi, dato che non sono visibili gli arti superiori ed indossare nel contempo una maschera cappuccio, realizzata in fibre o pelli perché le tacche segnate e su di essa e sul bordo dello scudo potrebbero essere relative a grossolane cuciture.Perizomi ed astucci penici sono poi segnati nel gruppo inciso all'Addaura, dove è anche presente un contenitore, realizzato probabilmente o con pelli o con intreccio di fibre e portato sulle spalle di una donna, forse gravida. Maschere a forme di testa di uccello e lunghe lance o giavellotti vi sono anch'essi raffigurati e questi ultimi sembrano confermarci che in quel periodo era ancora praticata la caccia, come peraltro confermato dal rinvenimento di resti di ossa di mammiferi nel deposito. Anche l'uso delle corde intrecciate doveva essere diffuso se come tali sono da interpretare quelle segnate sui due individui che sembrano eseguire o movimenti acrobatici o indicare un sacrificio rituale.Ornamenti come collane o pendenti, ricavati da conchiglie o da la strine forate, sono presenti poi in molti giacimenti oltre che a Punta Bianca e nel giacimento di Palma di Montechiaro nella grotta dell'Uzzo. sicuro poi anche l'uso di amuleti, ricavati da denti di mammiferi, quali cervi o volpi ed incisivi e premolari forati di ruminanti e carnivori.Durante il Paleolitico superiore anche alcune manifestazioni più strettamente spirituali, presenti sin dall'uomo di Neandertal, andranno sempre più diffondendosi, testimoniando non solo lo sviluppo di alcuni culti legati alla magia, come quello di incidere immagini di animali da cacciare in punti reconditi ed oscuri di alcune grotte, e ciò forse per assicurarsi la presenza della selvaggina nella zona, ma anche quello ben più profondo, dal punto di vista psichico, legato al culto dei morti.Le pratiche funerarie diverranno cosi sempre più sofisticate e la paura del ritorno dei morti, espressa col porre sopra di essi grosse lastre a diretto contatto con alcune parti del corpo.L'impiego di coloranti, come l'ocra rossa, servita certamente anche per le pitture corporali, come dimostrato dal suo rinvenimento in complessi abitativi, assurgerà sempre più a surrogato del sangue e sarà sempre più sparsa nel fondo delle fosse dove saranno tumulati i morti, o su di essi.Anche la raccolta di minerali, fossili ed oggetti curiosi continuerà ad essere praticata da primitivi collezionisti o da stregoni per esercitare, come possiamo immaginare, complessi riti magicoterapeutici. Tutto ciò testimonia a volte anche uno spiccato senso estetico, operato con la selezione dei pezzi.Questi oggetti quindi oltre a parlarci di primitivi concetti magico- religiosi, ci indicano anche una certa ricerca del bello.Il rinvenimento infine di oggetti d'arte cosi detta mobiliare e fra questi di alcune Veneri presenti in Sicilia ed in Europa sin dal Gravettiano, ci indicherebbe la presenza di culti dedicati alla maternità feconda che non si spegnerà completamente, perdurando fino al Neolitico ed alle soglie dell'Eneolitico, come ci hanno dimostrato le ormai famose Veneri di Busoné (Bianchini 1967).Il ritrovamento di alcune figurine, sia litiche che fittili, relative a soggetti zoomorfi, nonché lastrine di calcare incise e ciottoli incisi o dipinti, a Punta Bianca, testimoniano del permanere di simbolismi totemici nel mondo dei mesolitici ed in quello incalzante dei neolitici.Sarà la rivoluzione del Neolitico che, con l'invenzione di una ceramica ormai perfezionata nella cotture, darà la possibilità a questi primitivi artisti-artigiani di esprimere il loro gusto estetico nelle forme vascolari che saranno decorate a volte con motivi sorprendenti che porteranno l'arte ad esprimersi con i nuovi mezzi messi a disposizione dallo stile geometrico.Il ritmo del tempo, dapprima scandito in maniera lenta e monotona, acquisterà, durante il Paleolitico superiore, e poi di giorno in giorno, di epoca in epoca e di cultura in cultura, una velocità sempre crescente e noi ci ritroveremo proiettati in avanti fino alle soglie della storia.L'Uomo ha ormai perfezionato se stesso e creato le basi per il suo futuro.