Le prime ricercheUn dettagliato quadro dei livelli quaternari della Sicilia, rapportati al Pliocene superiore, fu riassunto per la prima volta dal Baldacci nel 1886. Tre anni dopo, Di Stefano (1889) riusciva a distinguere diversi livelli post pliocenici, studiando una ricca fauna del territorio di Sciacca; una vera e propria sintesi poteva però essere fornita, dopo aver definito le età Siciliana (1908) e Calabriana (1910) da Gignoux nel 1913.Il Quaternario dell'Isola avrebbe in seguito impegnato diversi autori fino all'elaborazione di una nuova sintesi ad opera di Tongiorgi e Trevisan (1953-1955).Nel 1968, infine, dopo la scoperta delle industrie del Paleolitico antico ( G. Bianchini, 1965) era ormai possibile precisare, dal punto di vista geologico, l'evoluzione recente della Sicilia meridionale. Le nuove acquisizioniI diversi orizzonti stratigrafici, riconosciuti in quasi tutte le zone costiere del Sud della Sicilia, presentano medesime caratteristiche topografico-morfologiche che derivano dalla presenza di vaste pianure costituite da depositi alluvionali, da depositi continentali pleistocenici, con terrazzamenti in discordanza su terreni argilloso-sabbiosi e con presenza di lembi più o meno estesi di calcari zoogeni, arenacei, sabbiosi.Alla formazione gessoso-solfifera, facies Sarmatico Miocenica, che presenta intercalazioni argillose e banchi più o meno vasti di marne tripolacee, in normale giacitura e con netta stratigrafia, si sovrappongono marne e calcari bianchi a foraminiferi (trubi) del Pliocene inferiore, seguono marne ed argille blu del Pliocene medio superiore, poste in giacitura regolare sui trubi e sabbie ed arenarie cementate quaternarie.Vasti depositi continentali terrazzati, trasgressivi, sono evidenziabili sulle coste a falesia; in superficie sono presenti terreni più o meno sciolti argilloso-sabbioso-terrosi e sabbie di origine eolica, al di sotto dei quali sono evidenziabili potenti formazioni conglomeratiche.Una bella serie di livelli del Pliocene medio superiore è stata studiata a Realmonte.In questa zona i primi livelli che si sovrappongono ai trubi sono costituiti da marne stratificate che assumono uno spessore di circa m. 10, seguono marne grigie e blu dello spessore di m. 80 circa; la serie pliocenica termina con m. 65 di marne grigie, sabbiose, che mostrano, soprattutto verso l'alto, un'alternanza di sabbie grigie e di letti marnosi grigi, coronati dal Calabriano.Sulla sezione, nella serie pliocenica, sono state individuate le zone a Globorotalia Crassula (CUHS & STEW )ed a Globorotalia inflata (D'ORB); nel livello 20316 sono state riscontrate, in particolare, Turritella spirata Brocchi, Linopsis aurica Brocchi e natica sperimentale (vedi tavole Il/a e Il/b).Il livello 20322 ha fornito una macro fauna già calabriana anche se la microfauna non presnta caratteri quaternari ben netti.