Il ClactonianoLe numerose schegge che si rinvengono associate alle industrie della Pebble culture, sono di tipo schiettamente clactoniano, nel senso più recente che tale termine indica e precisamente quello attribuitogli da S.H. Warren, perché le schegge che accompagnano l'industria su ciottolo altro non sono che le prime schegge di lavorazione dei pebble-tools, che presentano ampi talloni lisci e fortemente inclinati.Nelle fasi più arcaiche non si tratta evidentemente di una facies a se stante ma di un complesso industriale integrativo; alcune di esse mostrano tracce di utilizzazione lungo i bordi ed è presente, soprattutto in livelli superiori, qualche strumento triedrico ricavato da scheggia.Nell'Acheuleano il taglio su incudine, più di quello effettuato con percussore manuale, determinerà schegge più grandi, sovente molto tozze, con angoli che possono andare dai 90° ai 70°; il loro bulbo è a volte rigonfio e la superficie di distacco presenta vistose ondulazioni ma, più sovente, con percussore manuale, sono ottenute schegge che presentano piani fratturati o puntiformi e bulbi pressoché assenti.Con la tecnica su incudine, a partire dall'Acheuleano medio, sono state ricavate delle grandi schegge trasformate o in amigdale o in hachereaux; questi ultimi evidenziano spesso un tranciante a ghigliottina perché costituito da un bordo laterale della scheggia originaria, mentre il bordo opposto è sempre annullato e costituisce il tallone dello strumento. Il tallone della scheggia originaria, in questi casi, a pezzo equilibrato, risulta posto in basso e lateralmente. Il Clactonlano evoluto-tayacianoSchegge di piccola taglia, con a volte qualche tallone a faccette, sono state sempre ritrovate assieme a piccoli manufatti su ciottolo, le cui schegge di distacco non sono mai utilizzate perché molto piccole, ed a qualche tipica punta di Tayac. Dette schegge, pur presentando ancora molti caratteri clactoniani, sembrano evolversi in senso tayaciano.Questo termine, che peraltro è stato spesso impropriamente usato, noi lo adoperiamo solo per designare sia un clactoniano evoluto, sia un probabile precursore del Musteriano. Il Proto-levalloisiano ed il LevalloisianoIn complessi evoluti, fra schegge con facce dorsali molto elementari, talvolta in parte corticate e con talloni lisci, se ne riscontrano alcune che presentano costolature parallele o a Y capovolta, di tipo quasi levalloisiano. Esse sono state distaccate da nuclei ricavati da ciottoli spaccati ora in senso ortolito, ora in senso emilito. Questi ultimi presentano, a volte, faccette preparate sul margine contiguo al piano di percussione che può essere liscio o mostrare i negativi di larghi distacchi.Una buona tecnica levallois si riscontra invece a partire dal Musteriano tipico. I NucleiI più arcaici sono di aspetto simile, più o meno, ai chopping-tools ma il loro peso e le loro dimensioni sono determinanti per escludere che si tratti di strumenti; altri sono globulari ed in essi ciascun piano di distacco serve come piano di frattura per ricavare una nuova scheggia. Nelle facies più evolute alcuni sembrano preparati come dei nuclei levallois ma, dopo aver ottenuto un piano di frattura, invece di essere distaccata una grande scheggia, vengono staccate schegge centripete ed a volte alternativamente sulle due facce. Quelli della facies microlitica (Small pebble culture) presentano identica tipologia, con la comparsa di un nuovo tipo che è piramidale doppio.Nuclei discoidali vengono invece preparati a partire dal Musteriano.