Col termine "Neolitico" si vuole indicare un periodo culturale caratterizzato da un'economia basata principalmente sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame, ma è anche l'epoca della scoperta e della diffusione della ceramica;Per ciò che concerne il luogo o i luoghi di provenienza dei neolitici, le opinioni sono ancora discordanti; qualche indizio quindi è da ricercarsi attraverso lo studio delle ceramiche introdotte nell'isola e in base ad esse alcuni studiosi affermano che le zone di origine possono essere state o l'Africa settentrionale o il sud della penisola balcanica o le coste asiatiche del Mediterraneo . Sembra comunque che le correnti culturali della ceramica impressa siano giunte in Italia provenienti da centri posti sulle coste della Siria e dell'Anatolia, ma ciò tardivamente.La ceramica neolitica più antica, conosciuta in Sicilia e quella detta di Stentinello IV-III millennio a.C. (da un villaggio omonimo nei pressi di Siracusa), si ritrova infatti negli strati più antichi della Siria settentrionale e nel Sud dell'Anatolia. La sua diffusione è enorme ed essa è presente, oltre che nella penisola balcanica anche in Italia, dalle Puglie agli Abruzzi fino in Liguria , ma è anche presente nella Francia meridionale, nella Catalogna, nel levante spagnolo nonché in tutte le coste dell'Africa settentrionale arrivando addirittura a diffondersi dalla Cina, al sud-Africa fino al Golfo di Guinea.La si ritrovava inoltre in tutte le isole del Mediterraneo per cui è lecito affermare che essa si sia diffusa anche per via marittima.Nel mediterraneo la ceramica di tipo "Stentinello" viene comunemente datata non oltre la fine del quinto millennio a.C. e tutta al più agli inizi del quarto millennio a.C. I primi contatti nell'isola si sono sicuramente avuti con le genti mesolitiche che praticavano una economia preminentemente basata sulla caccia e la raccolta e forse proprio con quei raccoglitori di molluschi marini le cui tracce sono state copiosamente rinvenute e che per ovvie ragioni erano costretti a frequentare le coste e che svolgevano già vita pressocchè sedentaria. Si tratta di un fatto culturale sicuramente d'importazione e che diverrà di ampia portata tanto da riuscire ad interrompere la lenta evoluzione delle culture paleo-mesolitiche, in maniera repentina.Le genti muove, sbarcate nell'isola, introdurranno una civiltà di gran lunga superiore a quella indigena insegnando ad addomesticare gli animali, ad allevare il bestiame ed a praticare l'agricoltura. Dal punto di vista tecnologico, l'industria litica risulterà arricchita dall'introduzione di altre componenti indispensabili alle nuove attività e così alla lavorazione della selce si unirà quella dell'ossidiana e la tipologia di "tipo mesolitico" sarà pian piano soppiantata dalla presenza di lame sottili, più o meno lunghe a sezione trapezioediale presentando ritocco semplice, a volte lievemente imbricato e spesso dentellato ai bordi; saranno presenti inoltre grattatoi su estremità di lama piatta ma soprattutto elementi di falcetto di forma rettangolare , asce levigate, scalpelli e macine con superficie triturante liscia.Ma il gusto artistico di tale civilizzazione si esprimerà principalmente nella decorazione della ceramica che, in alcuni giacimenti, offre dati preziosi alfine di farci conoscere la successione nel tempo di detta cultura . Vediamo quali sono le caratteristiche di questo tipo di ceramica.La più antica, come si è detto è quella di tipo Sentinello. Si tratta agli inizi di un tipo di ceramica grossolana, decorata con impressioni a crudo sull'argilla, effettuate o digitalmente, con qualche bastoncino o col bordo di strumenti litici ma soprattutto con l'orlo di conchiglie quali il "Cardium o il Pectunculus" .I vasi risultano a volte decorati intensivamente, a volte in maniera semplice con linee incise lungo l'orlo, formanti triangoli tratteggiati. Le forme vasellari della prima fase si presentano a bocca larga o come comunemente vien detto, a forma aperta e a fondo bombato comprendendo bacili, tazze, fruttiere ed alto piede talvolta traforato; nella seconda fase la ceramica risulterà meno grossolana meglio depurata lucidata e levigata e le forme chiuse a bocca stretta saranno prevalenti ma il fondo rimarrà sempre convesso.In questa fase la decorazione viene messa in risalto con incrostazioni di sostanza bianca, gessosa; anche in questa fase oltre a vasi decorati massicciamente non mancano elementi con sobria decorazione limitata soprattutto all'orlo e vasi completamente lisci. In talune stazioni come a Stentinello, a Matrenza o Megara Ajblea, si notano motivi a losanghe interpretati come occhi apotropaici e non mancano alcuni esemplari di plastica animalistica e qualche idoletto fittile.Rari sono gli strumenti in osso, tranne qualche punteruolo e qualche spatola. In alcune stazioni di tipo strettamente stentinelliano è stata ritrovata eccezionalmente ceramica più fine, di argilla depurata, con decorazioni dipinte a bande o meglio a fiammature rosse su fondo chiaro, ma si tratta sicuramente di elementi importati dall'Italia Meridionale dove caratterizzando una facies più avanzata si associano ad elementi culturali nuovi. Per la presenza di questi elementi inquinanti può affermarsi che la fase identificativa, come la più antica in Sicilia, è sicuramente più recente del neolitico antico delle altre culture del Mediterraneo a ceramica impressa; questo ritardo, nel processo di neoliticizzazione può essere invero ricercato nelle difficoltà di penetrazione e diffusione di tale civiltà che a quanto pare si è propagata dall'oriente all'occidente per via marittima che avveniva sicuramente lungo le coste ma allorquando erano presenti larghe braccia di mare, la navigazione, divenendo più rischiosa e difficoltosa, doveva essere sostituita con la penertrazione via terra che anch'essa doveva presentare notevole difficoltà per gli ambienti naturali non sempre favorevoli. Fu quindi solo quando il neolitico antico volgeva al termine che le genti portatrici della ceramica di tipo Stentinello, approdarono nell'Isola e ciò mentre nel mondo antico si iniziava un nuovo processo culturale detto del neolitico medio o della ceramica antica.Alla ceramica impressa, tardivamente in Sicilia, farà seguito una nuova corrente culturale caratterizzata da ceramica dipinta già da tempo affermatasi nel bacino del Mediterraneo e le cui tenui tracce di penetrazione si sono sporadicamente notate in associazione alla ceramica impressa di tipo Stentinello. Anche in questo caso si tratterà di un fenomeno storico di ampia portata che segna una capillare diffusione nella Grecia continentale e nella penisola Tessalica. La Sicilia e le Isole Eolie rappresentano probabilmente il punto estremo della sua espansione occidentale.Le nuove forme raggiungeranno rara eleganza dimostrando un gusto artistico elevato e i numerosi idoletti rinvenuti stanno a testimoniare lo sviluppo intensivo di culti religiosi . In Grecia l'evoluzione di questa cultura a ceramica dipinta risulta chiaramente delineata tanto da essere stata suddivisa in tre periodi dei quali il primo detto di Sesklo caratterizzato da decorazioni, dicromiche il secondo detto di Dimini, caratterizzato da decorazione tricromiche ed il terzo detto di Rachmani - larissa - eutresis caratterizzato da ceramica incrostata di bianco con decorazioni fatte con vernice durante la levigatura del vaso.Tale evoluzione è stata pienamente confermata negli scavi stratigrafici di Lipari; nella stazione del Castello gli strati più antichi sono caratterizzati da ceramica dipinta a bande , fiamme rosse, costantemente bardate di nero che costituiscono motivo fondamentale di decorazione. Questo stile per analogia a quello riscontrato a Capri, nella grotta delle Felci vien detto " stile di Capri", associata vi abbonda la ceramica di impasto nero o bruno levigata e lucida, raramente decorata con semplici graffiti o dipinta in rosso ocra su fondo scuro, dopo la cottura. Un terzo tipo presenta decorazione meandro-spiraliga con singolarissime anse formate da complicati avvolgimenti del nastro di argilla; detto stile prende nome di "Serra d'alto" dall'anonimo villaggio del Materano. Un quarto tipo di ceramica più sobria si sovrappone ad esso ed è caratterizzato da una ceramica monocroma di colore rosso corallino che presenta anse a rocchetto e che viene denominata " Stile di Diana " , dalla contrada omonima a Lipari che si estende ai piedi dell'Acropoli. Lo stile di Diana si evolve da quello di Serra d'alto conservandone gli alti orli svariati e con anse a rocchetto presenti già in questa prima fase. Nella fase successiva l'altezza degli orli si riduce e le anse a rocchetto si allungano assottigliantosi. Nella fase finale gli orli scompaiono quasi completamente mentre le anse si assottigliano enormemente o si slabbrano alle estremità.La vernice che nel primo e secondo periodo è di colore rosso corallino ora tende al bruno o al violaceo. Da quanto si è detto è evidente che la ceramica della Stile Diana caratterizza un periodo culturale ben distinto segnando l'ultima tappa del neolitico. Gli insediamenti sono stati riconosciuti in villaggi, con capanne rettangolari, fortificati con trincee e agere ma esistono anche insediamenti in grotta. Il tipo di inumazione è nel periodo di Stentinello in fosse ovali rivestite con lastre calcaree; nel periodo di Capri con inumato rannicchiato in fossa; nel periodo di Serra d'Alto con inumati entro cisti litiche ovali; o seppellito sotto il suolo della capanna. Eguale inumazione sarà praticata durante lo stile di Diana ma solo entro fosse ovali circondato da pietre.