L'istituzione di questo sito offre al Centro Siciliano di Studi Preistorici e Protostorici l'occasione di illustrare virtualmente il lungo cammino dell'unanita dalle sue origini fino alla comparsa dell'Homo Sapiens - sapiens. Il Centro si è posto come obiettivo principale la ricerca sistematica della filogenesi, ossia della genealogia della specie umana, e ciò, grazie a studi interdisciplinari quali: la paleogeografia, che indaga sulle varie zone interessa te dalla evoluzione dei Primati superiori e degli Ominidi; la paleontologia, che ci fa conoscere le principali caratteristiche anatomiche dei diversi tipi di fossili preumani la biochimica, che con metodo comparato studia l’uomo e la scimmia, portando alla determinazione degli alberi filogenetici, la paleoecologia, che permette di scoprire le particolari condizioni ambientali nelle quali operò quel processo evolutivo che è detto antropogenesi. Geologi, stratigrafi, geomorfologi, sedimentologi, biologi, paleontologi, paleobotanici, fisici nucleari, preistorici lavorano per svelare le condizioni di vita succedutesi, nelle varie fasi delle civilizzazioni più antiche, svelando quello che costituisce uno degli interrogativi fondamentali dell’attuale umanità; interrogativo posto a volte a livello inconscio e che mira a chiarire il mistero della nostra origine.Il quadro cronologico che ne scaturisce, tiene conto della classificazione dei vari reperti ritrovati negli strati geologici, a seguito di scavi sistematici; lo studio delle industrie primitive conferma l’evoluzione sia sul pia no biologico che culturale.Il Centro Siciliano di Studi Preistorici e Protostorici ha risvegliato un interesse particolare su tale argomento, non soltanto impegnandosi in ricerche altamente specializzate, ma offrendo ad un vasto pubblico un ‘ampia messe di informazioni nuove, dedotte dagli studi condotti da quasi un ventennio, con ricerche interdisciplinari; un lavoro quindi altamente scientifico che ha posto e pone la Sicilia al centro di un processo evoluti vo, testimoniato dalla scoperta della successione delle culture del Paleolitico ed ora anche da/ritrovamento certamente eccezionale, di un rappresentante de/genere Homo erectus: il cranio MDS-AG 2840 di Mandrascava.Aleksander Oparin fu il primo a formulare un ‘ipotesi fondamentale sull’origine della vita: gli organismi - Egli disse - sono il risultato dell’e evoluzione di sostanze organiche; infatti si possono ottenere in vitro delle strutture viventi tramite generazioni progressive che, partendo da composti organici semplici, si organizzano in composti più complessi per l’azione congiunta delle molecole fondamentali.Appare cosi una prima entità capace di riprodursi, che viene definita probionte o fotobionte: quell’antenato, cioè, delle prime cellule che sono state riscontrate nelle rocce del Precambriano di 3 miliardi e 500 milioni di anni fa.Il primo anello della catena biochimica è da ricercare nella materia interstellare, formata all’origine di solo idrogeno; è probabile, a causa delle azioni termonucleari, che si siano formati all’interno della stella, altri elementi come il carbonio, l’azoto, l’ossigeno, ecc.Il secondo anello è la combinazione di tali elementi in molecole semplici e da qui la comparsa di molecole organiche e di quelle biologiche più complesse e degli amminoacidi.Il terzo anello è quello dell’evoluzione protobiologica, cioè dell’interazione fra proteine ed acidi nucleici che danno vita al primo sistema mole colare, capace di autoriprodursi.In quell’oceano primitivo, 3 miliardi e 200 milioni di anni fa, doveva apparire la prima colonia di alghe blu, i primi organismi proto cellulari capaci di sintetizzare gli idrati di carbonio grazie alle loro molecole di clorofilla che, utilizzando l’energia luminosa, la trasformano in energia chimica. Si è ormai innescato il quarto anello dell’evoluzione biologica, che condurrà all’uomo.Un miliardo e 500 milioni di anni dopo sarà ormai formato il mantello vegetale che ricoprirà la terra e che permetterà l’insediamento dell’organismo animale, capace di assimilare gli idrati di carbonio del mondo vegetaleOccorreranno 345 milioni di anni perché i primi esseri viventi, usciti dall’acqua, popolino la terra, 170 milioni di anni perché appaiano i primi mammiferi e 65 milioni di anni per la comparsa del primate, al primo dei quali Van Valen ha dato il nome generico di PurgatoriusA partire dall’Eocene, 5 milioni di anni fa, fra i primati si verificherà la tendenza ad un progressivo aumento del volume cerebrale, mentre le orbite e gli occhi andranno spostandosi verso la parte anteriore della faccia, il che permetterà di percepire lo spazio a tre dimensioni e realizzare la visione a rilievo.Solo 2,5 milioni di anni fa, l’uomo apparirà nel mondo lasciando le tracce del suo passaggio anche sulla nostra Isola, tracce oggi testimoniate dal rinvenimento delle più antiche industrie litiche mai ritrovate: quelle del gruppo della Pebble culture o industrie ricavate dalla lavorazione di ciottoli.L'evoluzione delle culture dell’uomo fossile, il suo progressivo adattamento agli ambienti ecologici, la conquista dei vari territori dell’Eurasia, a partire dall’Africa e tramite la Sicilia, la facoltà di riprodurre il fuoco sin da quasi 500 mila anni fa, sono le tappe più significative dell’Antropogenesi effettuatasi nella nostra Isola.Con l’Homo erectus assistiamo allo sviluppo del concetto di simmetria e di estetica e, 400 mila anni fa, alla realizzazione dei primi accampa menti organizzati all’aperto; 350 mila anni fa circa, una tecnica rivoluzionaria del taglio della pietra, quella detta levallois, aprirà nuovi orizzonti alla tecnologia.I primi riti funebri e la nascita del pensiero religioso, faranno la loro comparsa so/o 60 mila anni fa con l’uomo sapiens Neandertalensis, e circa 30 mila anni fa l’Homo Sapiens-sapiens inventerà l’arte e gli utensili compositi.Solo negli ultimi millenni l’uomo, da sempre predatore e cacciatore, si trasformerà in pastore ed agricoltore, costruttore di villaggi ed in vento- re della ceramica.L' esplosione demografica, iniziata 2,5 milioni di anni fa, con uno sparuto numero di individui, con l’occupazione delle zone temperate dell’Eurasia, sarà spinta, un milione di anni fa, a circa 700 mila individui; 400 mila anni fa, 1,5 milioni di individui avrà già popolato il mondo, raggiungendo il numero di 10 milioni di individui 8 mila anni fa.L' uomo nel primo millennio prima della nostra era, conterà già 200 milioni di anime e 500 milioni alla fine del XVII secolo, e due miliardi nel 1940, per pervenire nel 1960 a 4,6 miliardi e nel 2000 portato a raggiungere oltre i 7 miliardi di individui, e non è prevedibile valutare con certezza il numero che raggiungerà nel 2050.L' uomo moderno ha già conquistato Io spazio ed è ormai capace di orientare la sua evoluzione, intervenendo direttamente sull’evoluzione biologica.L' avvenire dell’uomo è nelle sue mani, ma egli non potrà fare a meno di guardare al suo passato per valutare, attraverso la sua laboriosa evoluzione, le prospettive della futura umanità. Gerlando BianchiniPresidente del Centro Siciliano di Studi Preistorici e Protostorici