Le scoperte di questi ultimi anni hanno messo in evidenza che 2,5 milioni di anni fa coesistevano diverse specie. Tramite l'attenta analisi dell'età assoluta dei fossili ritrovati è chiaro che se i due rami collaterali dell'Australopithecus Gracilis e Robustus si sono estinti rispettivamente 1.3 e 1.4 milioni di anni fa, la differenziazione del genere Homo, partendo da un antenato comune, lentamente evolutosi nelle stirpe Australopithecus, ha iniziato la sua avventura almeno 6 milioni di anni fa, passando attraverso le fasi: Australopithecus gracilis A. abilisis H. Ergaster H. Erectus. H. sapiens che si è quindi differenziato nelle attuali razze umane.E già da tempo che tutti i paleontologici del mondo si sono messi alla ricerca dell'anello mancante del più antico antenato dell'uomo moderno a partire dal Ramapitheco. Le sempre più numerose scoperte, in tal campo di ricerca permettono oggi di sostenere il modello darwiniano dell'evoluzione umana che, quale ipotesi di lavoro, ha espresso il fondamentale concetto del simultaneo sviluppo della locomozione bipede, di quella del cervello e della incipiente facoltà tecnologica. Le prime scoperte sono state effettuate in sud Africa dove attualmente sono conosciute due specie di Australopithecus : quello africano o gracile e quello robusto, quest'ultimo più specializzato del precedente. I fossili noti sono quelli di Makapansgat, Swartkrans, Sterkfontein e Kromdrasti è più a sud quello di Taung. Di età compresa fra i 2.5 ed 1.3 milioni di anni , essi sono stati comunemente considerati quali cugini primitivi dell'uomo ed appartenenti ad una linea estinta. I siti di Olduvai (Tanzania), di Koobi Fora (Kenya) e d'Omo (Etiopia) hanno permesso di scoprire alcuni rappresentanti fossili che sono stati definii habilis e da alcuni considerati quali rappresentanti del genere Homo, perché capaci di realizzare strumenti, e quelli dell' Australopithecus boisei ( prossimo al robusto). Le scoperte effettuate nell'Africa dell'est hanno poi dimostrato che differenti specie di ominidi vivevano, nello stesso periodo circa 2.5 milioni di anni fa. I più antichi ominidi sono stati scoperti nei siti di Hadar ed a midle Awash in Etiopia ed a Leatolil in Tanzania. Questi fossili datano 3.5 milioni di anni e sono stati definiti come appartenenti ad una sola identica specie detta dell' Australopithecus afarensis: nel 1984 Kamoya Kimen scopriva nel Turkana Ovest i resti scheletrici, quasi completi, di un homo erectus risalenti a 1,6 milioni di anni fa. Si tratta dei resti di un ragazzo conosciuto come "il ragazzo del Turcona" dell'età presunta di 12 anni e dell'altezza di m. 1,60. il suo scheletro possiede altre alle 12 costole, nella gabbia toracica, ben 6 costole fluttuanti ed ha capacità cranica di circa 900 cm3.Detto soggetto classificato come Homo ergaster presto si diffonderà nelle regioni del Medio Oriente, in Indonesia, in Ungheria e Germania e nel nord occidente della Cina ma ancor prima in Georgia (Asia) raggiungendo 1.750 mila anni fa una zona vicina alla cittadina di Banesi, dove i suoi resti saranno scoperti nel 2001.Le vie di penetrazioni di questo nostro antico progenitore sono state dapprima quelle vicinarie dell'Europa ed è probabile che abbia potuto raggiungere anche la Sicilia in periodi particolari che consentivano l'unione dell'Africa da Capo bon alle coste siciliane, e da qui in Europa cosi come anche attraverso lo stretto di Gibilterra. Valore significativo acquistano quindi i resti di Mandrascava .La recente scoperta, in Sicilia, di resti fossili umani riapre quanto mai viva la discussione sulle origine dell'uomo. Al momento essi rappresentano i più antichi resti di esemplari della famiglia umana (hominidi) attualmente conosciuti al di fuori del continente Africano. Veri e propri rappresentanti del gruppo chiamato dell'Australopithecus, ma forse i più acenstrali rappresentanti del genere Homo essi oggi contribuiscono a ricostruire le varie tappe di quel momento evolutivo che condurrà nell'attuale umanità.